Travasando s’impara

Travasando s’impara

di Gianluca Sodano, educatore psicomotricista

Quante volte sarà capitato ai genitori di cogliere il proprio bambino nell’intento di tirare fuori tutti i contenitori o le pentole dal cassetto della cucina! Magari lasciando completamente abbandonati sul tappeto della sala svariati giochi costosissimi, per i quali l’interesse si è spento in pochi minuti.

Insomma è un classico, succede spesso mentre la mamma sta cercando di cucinare e avrebbe bisogno di una certa libertà di movimento: ecco spuntare il proprio pargoletto tutto allegro che, con assoluto sfregio del pericolo, gli passa gattonando o camminando tra le gambe, sotto il tavolo, fra le sedie e che, infine, conquista il tanto amato cassetto delle pentole!

Non c’è dubbio che il travaso sia una delle attività che più piacciono ai bambini in età da Nido e che più facilmente li coinvolge per un tempo piuttosto lungo. La ripetizione, apparentemente noiosa, della stessa azione è per lui sinonimo di concentrazione e apprendimento.

Attraverso l’uso delle manine, che acquistano via via sempre più abilità, il bambino sviluppa la propria intelligenza. Da quando il neonato per la prima volta si accorge delle sue piccole mani, portandole alla bocca e osservandole, fino a quando comincerà a governarle e a servirsene con grande precisione e abilità, sarà la ripetizione la grande alleata dell’apprendimento.

Il travaso è un’eccellente attività da proporre ai bambini, proprio perché offre loro la possibilità di mettere in campo tutti i movimenti necessari per esercitare la prensione, la manualità fine, la coordinazione oculo-manuale e con esse la concentrazione e l’autonomia.

Perché allora non allestire uno spazio appositamente creato per loro, al fine di stimolare questo tipo di attività? I materiali, i contenitori o gli strumenti da proporre, con tutte le loro varianti, sono praticamente infiniti!

Ecco un pratico schema che ci offre qualche spunto creativo:

 

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